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Oliviero Toscani 

Nato a Milano il 28 febbraio 1942 e figlio d’arte, decide di seguire le orme del padre studiando, dopo il liceo, fotografia e grafica all’Università delle Arti a Zurigo.

Il lavoro nell’ambito pubblicitario arriva subito, con la primissima campagna per il cornetto Algida. Lo scatto piace così tanto che gli frutta altri lavori, e ben presto collabora con riviste di moda famosissime come Elle, Vogue e Harper’s Bazaar. 

Ma è nel 1982 che con la sua collaborazione con Benetton realizza gli scatti che incideranno il suo nome nella storia della fotografia. Affronta temi sociali come il razzismo, la religione e l’AIDS, suscitando dibattiti e controversie, ma facendogli ricevere anche numerosi premi internazionali per il suo modo innovativo di comunicare.

Questo sodalizio termina nel 2000 per poi riprendere, dopo una pausa di 17 anni, con un progetto innovativo: Fabrica Circus, prevedendo la creazione di una fucina di artisti rinascimentali eliminando limiti o etichette alla creazione.

Nel 1990 fonda la rivista “Colors”, assieme all’amico e grafico Tibor Kalman, una rivista internazionale senza confini linguistici, totalmente visiva e rivolta a tutti, che anticipa quel tipo di comunicazione globale che ora vediamo ovunque.

Ovviamente una rivista provocatoria come tutta la sua arte, affronta temi spinosi e delicati come la diversità culturale, la discriminazione, l’ambiente e la giustizia sociale.

Nel 2003, il fotografo milanese si dedica a un progetto notevole, “Sant’Anna di Stazzema: 12 agosto 1944. I bambini ricordano”, per cui sono stati realizzati una mostra e un libro fotografico.

Il progetto diventa carissimo a Toscani, perché si fonda sulle testimonianze dei sopravvissuti alla strage nazifascista del 12 agosto 1944 a Sant’Anna di Stazzema, in Toscana, dove vennero uccisi circa 560 civili.

A partire dal 2007 Oliviero Toscani cura il progetto “Razza Umana”, un’interazione tra fotografia e video riguardante le diverse morfologie e condizioni umane, per rappresentare tutte le espressioni, le caratteristiche fisiche, somatiche, sociali e culturali dell’umanità.

Si sono susseguite numerose mostre tra cui quella a Ginevra, promossa dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani, alla Biennale di Venezia, a San Paolo del Brasile, alla Triennale di Milano, nei musei d’arte moderna e contemporanea di tutto il mondo.

Ha vinto svariati premi tra tutti il “Gran Premio dell’UNESCO”.

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