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Dettaglio: elemento minimo, particolarità che compone un insieme. È da questa definizione che nasce il progetto “Imola in musica: dettagli”, il racconto per immagini del festival che ogni anno trasforma il centro storico di Imola in un unico grande palcoscenico diffuso.

Cinquanta scatti in bianco e nero, firmati dai soci dell’Associazione Foto Culturale G. Magnani, ripercorrono l’edizione precedente della manifestazione scegliendo una prospettiva volutamente laterale. Non la panoramica della piazza gremita, non il ritratto celebrativo dell’artista sul palco: qui l’obiettivo si avvicina fino a isolare il frammento. Le dita che corrono sui tasti, il riflesso di un faro sull’ottone di una tromba, un plettro sospeso a mezz’aria, il volto di chi ascolta con gli occhi chiusi, i cavi, le custodie aperte, l’attesa dietro le quinte.

La scelta del bianco e nero non è nostalgia. Togliendo il colore che in un festival è ovunque, festoso e invadente resta la struttura: la luce, il gesto, la materia degli strumenti, la geometria dei corpi. La musica, che per sua natura sfugge alla fotografia, torna così visibile per via indiretta, nelle tracce che lascia su chi la produce e su chi la riceve.

Ogni immagine è autonoma, ma nessuna è sufficiente. È solo nell’accostamento dei cinquanta frammenti che l’insieme si ricompone e restituisce l’identità collettiva di Imola in Musica: una città che per qualche giorno si riconosce in un suono condiviso.

C.M.

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